Beatrice Masini Le bambine di Bianca (Pitzorno)

Le bambine di Bianca (Pitzorno)

domenica 13 ottobre, ore 10:30
Caffè Pedrocchi

Colazione con l'autrice. In collaborazione con Libreria Pel di carota

Letture di Laura Walter

Beatrice Masini

Un'attrice italiana giovane e brava ha detto di recente in un'intervista di essere cresciuta in campagna leggendo Roald Dahl e Bianca Pitzorno. Invidia, invidia allo stato puro: per la campagna, certo, e per l'umorismo secco di Dahl, ma soprattutto perché ha potuto scoprire Bianca Pitzorno nell'età in cui è più giusto scoprirla. Se noi siamo quello che leggiamo, forse vuol dire che possiamo diventare quello che abbiamo letto; ma se anche così non è per tutti, dà comunque una certa soddisfazione potersi figurare plotoni di nuove bambine che ormai da qualche decina d'anni marciano sul mondo a braccetto di Lavinia e Polissena, Costanza e Prisca, nutrite dalla contagiosa certezza che si ha il diritto di essere se stesse sempre, di fantasticare sempre, di cambiare le cose quando non funzionano.
Bianca Pitzorno compie settant'anni quest'estate: laureata in Lettere classiche, autrice televisiva, ha cominciato a scrivere quando i nomi della letteratura italiana per ragazzi erano pochi e nobili, Rodari, Argilli, poi il primo Piumini; Mondadori, che ha pubblicato quasi tutte le sue opere, la festeggia riproponendole vestite di nuovo, aperte da brevi prefazioni (Lipperini, Geda, Mazzucco, e poi verranno Lamarque, Vinci, Ballestra e molti altri) in plotoncini di sei alla volta, i primi titoli già in libreria, la pulizia del bianco di copertina che fa spiccare più vivide contro il dorso di tela rossa da classico le belle immagini di Grazia Nidasio e Quentin Blake. È l'occasione per procurarsi d'un colpo i suoi romanzi, e chi, genitore o nonno, ha bambini della misura giusta (da otto anni in su) si attrezzi subito con una valigetta o una bella scatola che contenga tutto quanto (i titoli saranno diciotto).
L'autrice è stata festeggiata alla Fiera di Bologna e poi con una serie di incontri in libreria, letture e laboratori in suo nome un po' in tutta Italia, senza di lei, ovvio. Ma non è così grave: per i bambini il libro è un miracolo che imparano solo col tempo ad associare a una persona, un autore, un illustratore - è come se si facesse da sé, se calasse intero da un qualche mondo parallelo, e dunque non è tanto importante conoscere di persona l'autore, sapere che esiste.

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Caffè Pedrocchi

Via 8 Febbraio, 15 - Padova

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