Giovanni Fasanella e Rosario Priore presenta il libro Intrigo Internazionale

Intrigo Internazionale

sabato 9 ottobre, ore 18:00
Sala Rossa

Chiarelettere Editore

Con Sandro Provvisionato

"Intrigo internazionale"
Dal caso Moro alla strage di Ustica, le "verità che non si sono mai potute dire" le svela il giudice Rosario Priore nel libro "Intrigo Internazionale" (Chiarelettere), scritto insieme al giornalista Giovanni Fasanella. Partendo dalla constatazione che "la verità giudiziaria non coincide mai con la verità storica", Priore affronta le grandi stragi rimaste avvolte dal mistero: "Non furono opera di bande di ragazzi, ma grandi operazioni politiche progettate nelle capitali di Paesi che avevano interesse a tenerci sotto scacco", sostiene il giudice che dagli anni '70 ha istruito i processi piùimportanti della storia giudiziaria italiana, come il caso Moro, la strage di Ustica e l'attentato a Giovanni Paolo II.

Con un ritmo incalzante di domande e risposte, in "Intrigo Internazionale" Priore e Fasanella cercano di fare chiarezza sugli anni di Piombo, di mettere le carte in tavola, di proporre scenari che finora si erano potuti dire solo tra le righe, perché, ad esempio, ancora oggi "la dimensione internazionale dell'attività di Potere operaio, di Autonomia operaia e delle Brigate Rosse è un argomento tabù", spiega Priore.

"La sera che volevano uccidere Gheddafi" è il capitolo dedicato alla strage di Ustica: "Il DC-9 fu abbattuto da uno o più aerei militari sicuramente indirizzati verso l'obiettivo da un'efficiente guida caccia, un potente sistema radar in grado di vedere anche a centinaia di chilometri di distanza", spiega Priore, parlando di una "guerra italo-francese" per il predominio sul Nordafrica e sulle risorse energetiche. "Intrigo Internazionale" è una spy story che ricostruisce con lucidità le vicende più misteriose della storia italiana contestualizzate in un complesso scenario internazionale illustrato con dovizia di particolari. Dopo aver snodato i fili degli anni più bui della storia italiana, emerge da un lato un forte desiderio di giustizia, ma dall'altro affiora la rassegnazione che, forse, mai si riuscirà a portare in un'aula di Tribunale la verità su quegli anni, su quegli "intrighi internazionali" di cui ha parlato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della giornata della memoria per le vittime del terrorismo. (AGI)

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