Enrico Mentana presenta il libro Passionaccia

Passionaccia

mercoledì 7 ottobre, ore 17:00
Sala Rigolin

e parla di Libertà d'informazione con Stefano Edel

IL LIBRO - Conoscere il mondo per cambiarlo, o perlomeno per spiegarlo: è la vocazione di quelli che il giornalismo lo hanno preso da giovani, come una malattia. Enrico Mentana ne racconta il decorso, che nel suo caso coincide con tutte le storie che in questi anni hanno segnato la vita pubblica nazionale.

Che si parli della stagione di Tangentopoli o del dramma di un sequestro, di una nuova testata giornalistica o di una “discesa in campo”, c’è sempre nel risvolto di ogni vicenda un insegnamento per la libertà di informare e per il dovere civile di tutti noi.

Tra guerre, sfide politiche, lotte giudiziarie, errori e orrori di cronaca, Mentana ha vissuto faccia a faccia con i fatti e i personaggi che sono entrati in tutte le case d’Italia, depositario della responsabilità di mostrarci giorno per giorno la realtà e i suoi lati oscuri. Ognuna di queste storie è specchio dei tempi, dei poteri che ci governano, degli equilibri che li legano.

Raccontate da chi si è trovato, mentre accadevano, nei luoghi forti del giornalismo, disegnano un ritratto originale, con i tic e meschinità, ma nonostante tutto anche l’emozione, che appartengono tanto alla nostra quotidianità di spettatori quanto, ci ricorda Mentana, al mestiere di chi ci informa.

C’è chi lo fa per noia, o per professione. E chi lo fa per “l’ebbrezza di avere in mano il potere della notizia, e di diffonderlo senza usarlo per nessun altro fine”. La morale, se c’è, è una sola: che non è questione di buoni o cattivi, di giusto o ingiusto, ma di obiettività o no, di rigore o no, di passionaccia o no. E gli applausi o i fischi, sempre a scena chiusa.

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