Vita ignifuga

La scrittrice Sibyl von der Schulenburg e lo scrittore Pino Roveredo presentano “Vita ignifuga”, una raccolta delle 20 migliori opere che hanno concorso al Premio Letterario Scrittori Dentro, indirizzato ai detenuti negli istituti penitenziari di Padova Due Palazzi e della Repubblica di San Marino Carceri dei Capuccini.

"Quando sono dovuto entrare in carcere ho consegnato la mia vita. In cambio mi hanno dato l’orologio senza lancette". Così descrive Pino Roveredo la sua esperienza di detenuto appena varcò la soglia del carcere. "Il tempo è morto" ci racconta, "forse ci sono solo le ore dei pasti, il giorno e la notte, nella vita di un detenuto".

Ed è proprio grazie all'esperienza di detenuto che Pino Roveredo si è imbattuto nella lettura e successivamente nella scrittura.

Egli ci spiega che il tempo morto è un nemico micidiale di un carcerato. 
Per ammazzare queste giornate infinite la scrittura è un ottimo strumento per mantenersi in vita. Dopo la sua esperienza in carcere, Pino Roveredo scrive e si occupa degli altri per salvare se stesso.Egli riceve le lettere di moltissimi detenuti, il carcere infatti è uno dei pochi luoghi dove si scrive ancora a mano. Le lettere sono l’unico ponte con il mondo esterno per le persone che si trovano in prigione. 
Pino Roveredo ha aperto un centro per l’integrazione degli ex carcerati a Trieste, in cui si svolgono attività artistiche e culturali ed è indirizzato a tutti i cittadini. Spesso una volta uscite dal carcere, le persone rischiano di non riuscire a crearsi una nuova vita, finendo per riprendere i contatti con i 'vecchi giri'. Basti pensare che il 75% delle persone che escono dal carcere torna a delinquere.

Dunque è importante tenere in considerazione l'esigenza di un reinserimento nella società dopo un periodo di detenzione. D'altra parte è necessario introdurre esperienze che stimolino l'interesse e la creatività anche all'interno delle mura del carcere.

Sibyl von der Schulenburg racconta che grazie alla sua esperienza ha compreso che il carcerato prima di ogni altra cosa è un essere umano.

Ella ha introdotto la scrittura tra i carcerati, tenendo in mente quanto sia importante per i detenuti tenersi vivi e attivi.

Tutti gli scrittori attraverso i loro personaggi si guardano dall'esterno. Accade la medesima cosa per i carcerati.

Vita ignifuga, un libro che racchiude venti opere meritevoli di carcerati che, attraverso il Premio Letterario Scrittori Dentro, hanno avuto l’opportunità di portare la scrittura fuori dalle mura degli istituti penitenziari.

I detenuti prima della pubblicazione hanno rivisto i loro testi. Testi carichi di valori, carichi di emozioni. Testi a cui essi hanno dovuto apportare delle correzioni servendosi unicamente della corrispondenza epistolare con l'esterno.

Il Premio Letterario Scrittori Dentro ha quindi conferito nuova forma alla quotidianità dei carcerati. Li ha spronati a mettersi in gioco, a sentirsi efficaci, a impiegare le proprie energie in qualcosa.

Pubblicato: domenica 12 ottobre 2014

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