Spingere la storia un millimetro più in là

Sergio Staino, Dario Vergassola e Marino Sinibaldi dialogano sull'importanza della cultura

Quale modo migliore per inaugurare una manifestazione culturale di un dialogo sull'importanza della cultura? Tre ospiti d'eccezione (Sergio Staino, Marino Sinibaldi e Dario Vergassola) si sono avventurati oggi in questo compito, cercando, fra risate e riflessioni, di ridare alla cultura l'importanza che merita.

In un momento storico in cui la cultura viene spesso ignorata o sottovalutata, Marino Sinibaldi ha pubblicato, insieme a Giorgio Zanchini, "Un millimetro in là. Intervista sulla cultura" e a chi gli chiede se il suo libro sia ottimista o pessimista risponde di preferire il 'progressismo'. Progresso è «tutto quello che ci accade e spinge in avanti la libertà personale e collettiva, la fraternità, l'uguaglianza», e anche nella nostra epoca e nei nuovi mezzi di comunicazione ci sono delle potenzialità, spetta a noi valorizzarle. Elementi positivi di cui Wikipedia è esempio: il risultato della collaborazione di milioni di persone sparse per il mondo, che in un momento in cui tutto sembra essere scandito dalla fretta e dal guadagno mettono in forma gratuita e anonima il proprio tempo e il proprio sapere a disposizione di tutti.

Riguardo alla rete e ai nuovi mezzi di comunicazione Sinibaldi si sente tuttavia un «immigrato digitale», in bilico fra due mondi, nato e cresciuto nell'epoca della carta (e di un diverso modo di immaginare la realtà, il lavoro, la scuola, la cultura), che vive immerso nell'epoca digitale, senza rifiutarla e abbracciandone le potenzialità, eppure ogni tanto si ritrova a pensare con nostalgia al passato. Una pluralità di punti di vista che non deve essere negata scegliendo l'uno o l'altro ed è invece interpretata come qualcosa di positivo.

Il titolo del libro fa riferimento alla convinzione che «ogni generazione dovrebbe spingere la storia un millimetro più in là», eppure, sostiene l'autore, sembra che nonostante tutte le potenzialità, possibilità e libertà, ai giovani sia oggi negata la possibilità di agire, di credere nei propri sogni e tutto ciò «non solo è spaventoso, è anche tecnicamente sbagliato, perché non c'è mai stata un'epoca come questa». L'incontro con Marino Sinibaldi è quindi un invito a riflettere, a essere individui consapevoli, soggetti attivi che non accettano di subire passivamente la realtà, ma sanno individuare le potenzialità e sfruttare ciò che possiedono per realizzare il cambiamento che desidererebbero, progredire. E forse ora più che mai bisogna tornare a parlare di cultura, perché la cultura, come dimostra il pubblico accorso numeroso a quest'inaugurazione, è ancora un'occasione che spinge le persone a riunirsi, diventando momento di riflessione e generando nuove opportunità.

Pubblicato: mercoledì 8 ottobre 2014

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