Sergio Staino si confessa attraverso Bobo

Le confessioni di Sergio Staino, il noto vignettista, comprendono la sua vita avventurosa e la sua arte, che riesce a cogliere l’essenziale in pochi tratti e le parole necessarie.

Palazzo della Ragione è uno spazio immenso, con i suoi affreschi, il cavallo ligneo, è un luogo che incute timore per la sua abbacinante bellezza. Eppure se fuori piove, Sergio Staino, maestro nella sua arte e maestro di vita, rimpicciolisce gli spazi. Lo rende un luogo magico, facile alle confidenze. Sembra di trovarcisi a tu per tu, come con un vecchio amico che racconta di sé stesso e del suo lungo viaggio.

Il maestro Staino parte dalla sua gioventù, dalla sua prima vignetta del 10 ottobre del 1979 in cui nasce Bobo. Bobo c’est moi, può dire Staino, così come disse Flaubert di Madame Bovary. Ma Bobo siamo anche tutti noi, con le nostre debolezze, i nostri vizi, le nostre idiosincrasie e la nostra diffidenza verso il potere. Con una non secondaria differenza: la satira pungente e l’ironia di Staino.

Sul maxischermo scorrono le immagini delle sue vignette più famose. Le prime di Linus, rivista con la quale collaborò per anni. E poi quelle dell’Unità. Collaborazione quest’ultima che inizialmente aveva osteggiato, pensando di essere legato nel poter esprimere ciò che pensava. Così cominciò a disegnare delle vignette che pensava sarebbero state censurate, così da potersi liberare da questo impegno per lui così gravoso. Invece la sua collaborazione durò per anni e la sua satira colpì anche i dirigenti dell’allora Partito Comunista Italiano.

Tra le sue tavole più famose Staino illustra anche i funerali storici di Enrico Berlinguer. Bobo è perso in una folla immensa. Staino quel momento lo ricorda così: «C’era una gran folla ai funerali. Una folla che non ho più rivisto. Gente che arrivava da tutta Italia. Eppure Roma era silenziosa. I pullman strapieni che arrivavano  quasi a motore spento. Questo ricordo di quel giorno. La folla e il silenzio».

Infine sulle note del suo amico Francesco Guccini, scorrono le ultime bellissime immagini a colori de “Il Vecchio e il bambino”. Così, come il vecchio e il bambino si presero per mano. Sergio Staino prende per mano il suo pubblico. E insieme andarono incontro alla sera.

Pubblicato: domenica 12 ottobre 2014

Commenti