Pievani smonta il mito della perfezione della teoria evoluzionistica darwiniana

Telmo Pievani, filosofo della biologia e professore di filosofia delle scienze biologiche all'Università di Padova, parla alla Fiera delle Parole di alcuni temi del suo nuovo libro edito da Einaudi: "Evoluti e abbandonati. Sesso, politica e morale: Darwin

Profondo Darwinista ed esperto di teoria dell'evoluzione, Telmo Pievani ha accettato la proposta della casa editrice Einaudi di scrivere un libro contro la psicologia evoluzionistica, un ramo scientifico che spiega determinati comportamenti istintivi, scelte sociali e funzioni mentali dell'uomo proprio attraverso la teoria dell'evoluzione di Darwin.

Pievani rassicura il pubblico meno esperto presente a Palazzo della Ragione e spiega che, indirettamente, tutti hanno sentito parlare del principio cardine della psicologia evoluzionistica quando si sono avvicinati alle teorie di Darwin: più di due milioni di anni fa l'uomo ha attraversato delle fasi evolutive - che gli evoluzionisti chiamano «età dell'oro» - nelle quali la mente umana ha sviluppato dei «moduli evoluzionistici», dei «pacchetti pre-confezionati, e iperspecializzati» volti a risolvere le problematiche dell'essere umano. Un credo che abbraccia un rigido funzionalismo, secondo il quale in Natura ogni comportamento, scelta e istinto dell'uomo ha il suo perché.

Pievani passa subito ad illustrare degli esempi concreti di articoli pubblicati da evoluzionisti su note riviste scientifiche, come quelli sul comportamento sessuale dell'uomo, che è una delle tematiche maggiormente affrontate da questa branca della psicologia. Gli studiosi spiegano il sesso come un istinto primitivo sviluppato nell'«età dell'oro» e strettamente legato all'evoluzione per la sua funzione riproduttiva finalizzata ad aumentare la specie. «Come si spiega allora l'omosessualità?», sottolinea Pievani, ponendo l'accento su uno dei tanti paradossi della psicologia evoluzionistica.

La politica è un altro scenario che da sempre misura il grado di evoluzione della società umana. É più darwiniano essere di destra o di sinistra? «Di destra, sostengono gli evoluzionisti, perché questo presuppone la presenza di un individualismo di fondo», spiega Pievani. L'uomo di destra, sostanzialmente, è più evoluto perché riesce ad adattarsi ad un ambiente più competitivo tipico delle moderne società capitaliste. L'uomo di sinistra orientato alla comunione dei beni, invece, è rimasto all'età primitiva, la già citata e venerata «età dell'oro», artefice di quei processi evolutivi comportamentali che, secondo gli evoluzionisti, hanno influenzato l'uomo fino al giorno d'oggi. Che i due pensieri si contraddicano l'uno con l'altro è piuttosto evidente e Pievani ribadisce che nella psicologia evoluzionistica «C'è sempre una teoria per tutto e per il contrario di tutto».

Nel corso dell'incontro il noto filosofo della biologia tocca altre tematiche importanti presenti nel suo libro, rispondendo anche alle domande del pubblico e del giornalista di Rai Radio 3 Scienza Matteo de Giuli sul ruolo della morale, dell'egoismo e del linguaggio come sostegni del processo evolutivo. Quello che però Pievani ribadisce con insistenza e chiarezza, anche nel titolo del suo libro, è che l'ossessione per Darwin non può influenzare gli studiosi di oggi al punto di dichiarare che l'età evolutiva è giunta al termine due milioni di anni fa.

«I dati dicono che l'evoluzione continua, soprattutto in campo tecnologico e biologico. È privo di senso pensare che abbiamo in testa la mente del paleolitico», sostiene Pievani, che chiude l'incontro lanciando un appello a favore della cultura, esortando gli psicologi evoluzionisti a sviluppare anche una teoria dell'evoluzione culturale.

Pubblicato: giovedì 9 ottobre 2014

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