Nuove voci della narrativa italiana: Paolo Piccirillo e Marco Marsullo

Paolo Piccirillo e Marco Marsullo, nell'ambito del ciclo di eventi organizzati dall'Ufficio Progetto Giovani, presentano le loro opere alla libreria Feltrinelli

Quest'anno la Fiera delle Parole, in collaborazione con l'Ufficio Progetto Giovani del comune di Padova, ha organizzato una serie di incontri che hanno per protagonisti scrittori under 35 o che attraverso le loro opere si rivolgono ai giovani. Parte di questi eventi è dedicata agli studenti e si svolge nelle scuole, altri invece sono aperti al pubblico. É questo il caso della chiacchierata tenutasi martedì pomeriggio alla libreria Feltrinelli con Paolo Piccirillo e Marco Marsullo, due delle più promettenti nuove voci della narrativa italiana.

La terra del sacerdote” di Piccirillo è la storia di un contadino molisano che negli anni Cinquanta emigrò in Germania, dove aveva il duplice ruolo di operaio e sacerdote ma fu poi costretto a fuggire e tornare nella propria terra, portandosi dietro molti segreti. Qui, dopo aver conosciuto una ragazza ucraina vittima di trafficanti di esseri umani, decide di diventare anche lui parte di questo traffico. In “L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache” di Massarenti troviamo invece le esilaranti avventure di quattro vecchietti che riescono a scappare da un ospizio per compiere l'ultima grande azione della loro vita. Sono due libri molto diversi da loro, eppure sono entrambi lontani dalle tematiche tipicamente legate al mondo dei giovani.

Da dove derivano queste storie? Per Piccirillo nascono prima i personaggi e in questo caso il contadino protagonista del libro e il desiderio di «prendere la misura del male», ma anche la volontà di esplorare l'idea che «le proprie radici possano crescere bene in una terra diversa dalle radici stesse», in questo caso la Stoccarda del giovane contadino, contrapposta alla “terra del sacerdote” in cui è nato e dove è ritornato. Marco Marsullo afferma di preferir scrivere di mondi lontani dal proprio vissuto e in questo caso di aver voluto raccontare il mondo dei vecchi (termine che sostiene di usare «senza connotazione dispregiativa») come se fosse il mondo dei bambini, un universo dotato di regole proprie, strane e incomprensibili per un osservatore esterno, ma perfettamente sensate per i membri del gruppo che le ha create. In questo modo, fra rocambolesche avventure, anche gli anziani possono riacquistare una propria individualità.

L'incontro si è concluso con la lettura da parte di ciascun autore di un brano tratto dal libro dell'altro e la promessa che a breve uscirà un libro a quattro mani, resoconto del loro viaggio in Argentina.

Pubblicato: venerdì 10 ottobre 2014

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