La mucca volante atterra alla Fiera delle Parole

Nel suo primo libro per bambini Paolo di Paolo racconta ciò che gli adulti tendono a non dire.

C’è una grande diffidenza nei confronti degli scrittori per adulti che si cimentano con la narrativa per bambini, e il sentimento è ben giustificato: ci vuole impegno per “disintossicarsi” dall’essere adulti e guardare la realtà ad altezza di un fanciullo. Con La mucca volante Paolo di Paolo, giornalista, scrittore, autore di testi teatrali e trasmissioni televisive non solo ha accettato la sfida, ma l’ha anche vinta.

Tutto inizia nel cortile della scuola elementare “Elementare”, quando l’intera zona è delimitata da un nastro rosso e bianco. Leonardo, un bambino di otto anni, decide di indagare sulla scomparsa di una mucca dalla pancia gonfia come un pallone, che aveva scoperto dopo essersi introdotto a scuola di notte coi suoi amici. A questo mistero si intreccia il giallo della maestra Pompelmo, scomparsa qualche anno fa e mai più ritrovata. I protagonisti, tra cui Mauri dai capelli rossi e Giulia dalla frangetta tagliata, ritroveranno sia la mucca che la maestra, ma solo per il tempo di un saluto, prima di vederle volare via.

Questo finale del tutto inatteso rivela come La mucca volante sia un’opera pensata per i bambini, ma che parla soprattutto degli adulti e dei loro comportamenti. Imporre determinate regole salvo poi essere i primi a infrangerle, raccontare bugie e sottacere temi delicati come il distacco dalle persone care sono solo alcuni degli atteggiamenti negativi che caratterizzano i più grandi e che puntualmente vengono messi a nudo dall’innocenza dei fanciulli. Il modello di riferimento è Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, rintracciabile nei disegni che intervallano la narrazione (realizzati dallo stesso autore), nel mestiere del padre di Leonardo (pilota di aerei), nel tema della morte ma soprattutto nella volontà di raccontare la storia nel modo più onesto possibile.

L’onestà è anche la leva che muove la scrittura di Di Paolo, che devoto alla lezione dei grandi maestri Roald Dahl e Gianni Rodari, propone un linguaggio trasparente, puro, di estrema semplicità: un messaggio agli autori contemporanei ad essere maggiormente comprensibili e un invito agli adulti ad affrontare la realtà con l’innocenza dei più piccoli.

Pubblicato: domenica 12 ottobre 2014

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