Il Superlativo di Amare e la storia di una generazione che č stata tenuta in panchina

Sergio Garufi presenta il suo ultimo romanzo "Il Superlativo di Amare" e ci parla del protagonista Gino, uno scrittore alla prese con la traduzione delle lettere di Julio Cortįzar.

Alla libreria IBS Sergio Garufi dialoga con i lettori in un ambiente raccolto e intimo. 
Si inizia subito a parlare del protagonista de "Il Superlativo di Amare", Gino, un traduttore e scrittore ultraquarantenne perseguitato dalla sfortuna, la cui vita subisce un cambiamento inaspettato nel momento in cui eredita una consistente somma di denaro. Questo evento chiave della storia permette a Gino di riflettere sul vero significato della parola <<cambiamento>>, che spesso si associa ad eventi esterni e materiali. Il protagonista, però, matura l'impressione che non sia stato il patrimonio ereditato a determinare una svolta nella sua vita. Forse è stato qualche avvenimento precedente. Le profonde riflessioni di Gino conducono il lettore fino alle ultime pagine del romanzo. Quello de "Il Superlativo di Amare" è un finale aperto, lo stile è decisamente incalzante. <<Le conversazioni sono estremamente mimetiche, viene detto il minimo necessario. Non si indulge mai nel racconto>>, sottolinea Elisa Caldarola, moderatrice dell'incontro.

Gino è un personaggio inizialmente dipendente dalle sue due ossessioni: lo scrittore argentino naturalizzato francese Julio Cortázar e contare il numero delle lettere nelle parole. L'ossessione di Gino per Cortázar è legata ad una passione che Garufi stesso nutre per lo scrittore. <<É uno spirito guida, una figura di riferimento con cui Gino si confronta. Andando avanti, però, troverà la sua strada>>.
Contare le lettere permette a Gino di <<scovare>> le parole che Garufi chiama ingannevoli, ossia quelle la cui somma coincide con un numero primo. << Lo scrittore considera sospette le parole composte da un numero primo superiore al sette>>, racconta Garufi, che aggiunge anche che quella di Gino è una fissazione nata durante l'infanzia, quando gli era stato regalato un diario segreto sprovvisto di lucchetto e lui era stato costretto a sostituire le lettere con i numeri per rendere i suoi scritti indecifrabili. Giunto al suo terzo romanzo, Sergio Garufi è stato elogiato da Tiziano Scarpa come una delle penne più felici in Italia oggi. "Il Superlativo di Amare" è stato anche videorecensito da Jovanotti, che lo ha definito un libro che ha il pregio di calarti in un'interessante atmosfera, una bella nuvola sensoriale.

Pubblicato: domenica 12 ottobre 2014

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