Il coraggio di pensare con la propria testa. Dacia Maraini racconta Chiara di Assisi

Dacia Maraini sabato mattina ha incontrato il pubblico e i ragazzi delle scuole per parlare del suo ultimo romanzo.

Dacia Maraini è una delle scrittrici più amate in Italia, sia dai giovani, che dai meno giovani e ogni giorno svariate persone le scrivono, chiedendole di raccontare una storia. Nasce così, dopo aver ricevuto la lettera di una ragazza siciliana, “Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza”, romanzo in forma epistolare in cui la conversazione fra l'autrice e la giovane diventa occasione per riportare alla luce il lato più umano e coraggioso di una delle più importanti mistiche della religione cattolica.

Chiara di Assisi, secondo Dacia Maraini, è una figura straordinaria per tre motivi: il suo voto di rinuncia del possesso delle cose, che fa sì che la povertà diventi un privilegio e grazie al quale la santa attira le ira delle autorità ecclesiastiche, che amministravano un patrimonio vastissimo. Il rifiuto della gerarchia e la gestione del convento in base a un principio di uguaglianza e democrazia, in cui era lei stessa la prima a svolgere i lavori più umili, in netta contrapposizione rispetto alla struttura ecclesiastica, fortemente gerarchizzata. Infine, Chiara si rifiutò di comandare e punire, preferendo il dialogo all'imposizione. Per tutti questi motivi, la santa è una figura che può insegnarci qualcosa ancora oggi, diventando non un'eroina posta su un piedistallo, adorata, ma dimenticata, bensì un modello a cui ispirarsi. L'insegnamento più grande che possiamo trarre dalla vita di Chiara di Assisi è tuttavia la forza di pensare con la propria testa, credere nelle proprie idee e nelle proprie scelte e difenderle e avere il coraggio di andare controcorrente.

L'autrice ricorda poi al pubblico, e in particolare ai numerosi ragazzi presenti in sala, il ruolo svolto dalle donne nella religione cristiana alle origini: le parole di Gesù diedero per la prima volta nella storia dignità alle donne, senza fare alcuna distinzione in base al genere. Successivamente, man mano che la Chiesa divenne potente e si strutturò gerarchicamente, le donne vennero messe da parte, gli fu proibito di predicare e si stabilì che tutti i conventi di monache dovessero essere conventi di clausura.

Chiara tuttavia non si arrese ai dettami della gerarchia ecclesiastica e, sebbene le fosse proibito di uscire dal convento, divenne talmente importante che le persone si recavano da lei, ella riuscì a vincere con la propria popolarità, a superare le barriere, fisiche e metaforiche, attraverso la propria forza e la propria voce.

Pubblicato: domenica 12 ottobre 2014

Commenti