Evoluti e abbandonati

Telmo Pievani, filosofo delle scienze biologiche e noto divulgatore scientifico, si scaglia contro gli psicologi evoluzionisti che trovano in Darwin una risposta per tutto.

Telmo Pievani non ne può più. Gli psicologi evoluzionisti ormai stanno ai biologi, come gli astrologi agli astrofisici. Non passa giorno che su qualche rivista si leggano pseudo teorie per spiegare i comportamenti degli abitanti delle metropoli, facendoli risalire a geni e a comportamenti preistorici.

Il parcheggio selvaggio? È colpa del gene della scimmia assassina e dominante che si risveglia in noi. Perché alle donne piacciono i fiori? Perché erano raccoglitrici nel paleolitico, ovviamente. È più darwiniano essere di destra o di sinistra? Ovviamente chi è di sinistra è rimasto a un’idea del pleistocene e a una forma di redistribuzione delle risorse tipico delle tribù. Ma anche essere xenofobi ha origini biologiche primitive e risale ai comportamenti degli ominidi. Insomma teorie che spiegano tutto e il contrario di tutto.

Niente di scientifico in tutto questo, dice Telmo Pievani, nel suo incontro con il pubblico a Palazzo della Ragione. Per questa ragione la casa editrice Einaudi gli ha chiesto di scrivere questo “Evoluti e abbandonati. Sesso, politica, morale. Darwin spiega proprio tutto?” (Einaudi, pag 276), per togliere di mezzo un po’ di teorie confusionare e fantasiose.

«Secondo certi evoluzionisti noi saremmo scimmie tra i grattacieli – dice Pievani – evoluti tecnologicamente, ma poi abbandonati a noi stessi con un cervello ancora legato a geni e a comportamenti primitivi». Niente di tutto questo. In realtà la spiegazione evoluzionistica è più complicata e implica la ricostruzione di scenari plausibili, sicuramente non si può attribuire a un singolo gene (Dell’aggressività? Della timidezza?) dei comportamenti che rispondono invece a un insieme di geni cooperanti e che si collegano a meccanismi più complessi. Queste teorie dell’evoluzionismo pop, ad esempio, non hanno risposta per comportamenti contrari all’istinto procreativo e di conservazione. Ad esempio non riescono a comprendere l’omosessualità e l’altruismo.

Insomma non tutto si può far risalire a Darwin. Ne lo si può prendere ad esempio per fargli dire quello che non ha detto. In sostanza Telmo Pievani, rifacendosi al filosofo Hume, ci dice una cosa molto semplice. Ci dice che il comportamento umano non è riducibile al solo indirizzo genetico. Nel nostro comportamento influiscono anche i giudizi morali e l’evoluzione culturale, non si possono usare i geni come un alibi, la natura rende possibile le cose, ma noi ne siamo responsabili.

Pubblicato: giovedì 9 ottobre 2014

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