Il comandante del fiume - Cristina Ali Farah

Le favole non sono poi così diverse dalla vita reale, scrive Cristina Ali Farah. Una favola somala narra di Yabar, il comandante del fiume, che ha il ruolo di proteggere la gente del villaggio dai coccodrilli e, per assolvere al suo compito, deve imparare a distinguere il bene dal male.

Attraverso un interessante dibattito tra la scrittrice Ubah Cristina Ali Farah e Sara Vergot, sono emerse varie tematiche racchiuse nel romanzo “Il comandante del fiume”.

Si racconta la storia di Yabar, un ragazzo che vive con la madre a Roma, città in cui molti anni prima i due si sono trasferiti per sfuggire alla guerra scoppiata nella loro patria, la Somalia.

Yabar ha lo stesso nome del comandante del fiume: anche lui nel suo percorso di vita deve imparare a convivere con la metafora dei coccodrilli, con il male necessario. Il male che c’è dentro ognuno di noi, e il male che c’è al di fuori di noi. Un male esterno, come la guerra. La guerra che costringe fiumi di persone a fuggire dalla propria terra d’origine. La guerra che cambia la natura degli esseri umani e le loro relazioni. La guerra che ha messo il padre di Yabar, comandante di un esercito, nelle condizioni di fare una scelta: il dovere o la famiglia.

Yabar è dunque cresciuto tra affetti femminili: la madre Zahara, la zia Rosa e la sorella Sissi. In questa famiglia i legami affettivi hanno un valore fondamentale.

Il protagonista ha un rapporto conflittuale con le sue origini somale e durante le sue avventure scopre lentamente le sue radici.

Ad un certo punto Yabar per punizione viene spedito a casa della zia a Londra. Attraverso la storia del giovane ragazzo, la scrittrice vuole ricordare un evento accaduto nel 2005. Vi fu un mancato attentato alla metropolitana di Londra commesso da un ragazzo descritto dalla stampa italiana attraverso gli aggettivi etiope e musulmano, tralasciando il fatto che egli è cresciuto proprio in Italia.

La nostra società attualmente è popolata da immigrati e migranti. Da persone le cui radici affondano in Paesi differenti. Persone che condividono un sentimento: la nostalgia. Cristina Ali Farah conclude dando un suggerimento per sconfiggerla: nutrirsi di storie e renderle vive.

Pubblicato: venerdì 10 ottobre 2014

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