Andrea De Carlo

Andrea De Carlo ha presentato e letto alcune pagine del suo ultimo libro Cuore Primitivo tra parole, note e... mandolino!

Versione inedita di Andrea de Carlo. Ieri pomeriggio ha fatto il suo ingresso al Palazzo della Ragione accompagnato da un mandolino da lui stesso definito uno strumento particolarmente versatile e comodo da portare nei propri spostamenti.

De Carlo ha illustrato ai numerosi presenti in sala, la sua posizione di "scrittore per necessità" essendo per lui esigenza primaria "partorire" i libri considerandoli delle vere e proprie creature che una volta pubblicate, vivono di vita propria ed hanno una loro naturale "scadenza"...

De Carlo sostiene di non essere particolarmente legato ai libri da lui scritti in precedenza, proprio perché sempre alla ricerca di nuovi stimoli, di nuove storie tutte da raccontare secondo "punti di vista" differenti tra loro : uno straordinario esercizio che permette al romanziere una sorta di "transfert", calandosi in personaggi diversi e spesso estranei anche al suo modo di essere. «Ognuno di noi», prosegue lo Scrittore,« ha dentro di sé mille modi di sentire, spesso la nostra interiorità racchiude anche il contrario di ciò che siamo realmente»; «durante tutto il periodo della stesura del romanzo si "vive" nei panni dei personaggi ed è esperienza davvero interessante poter interpretare ruoli a noi estranei». E' quello che esattamente é avvenuto in questo ultimo libro di De Carlo, "Cuore Primitivo", nel quale i personaggi incarnano tre personalità diverse tra loro ma complementari nel dare vita ad un intreccio di storie e situazioni che alla fine li troverà profondamente trasformati. Durante la lettura di alcune sue pagine, lo Scrittore, con la sua voce calda ci introduce nel vivo della trama presentandoci prima Mara, donna sensibile e passionale che scolpisce gatti in pietra (prediligendo i materiali "caldi come il tufo e l'arenaria), per poi passare alla descrizione di Craig, antropologo inglese, avventuroso ed affascinante, scrittore di un saggio (da cui il titolo del romanzo!) "Cuore Primitivo" in cui espone la propria teoria secondo la quale al nostro interno alberga un nucleo molto antico che rimanda a segnali da noi chiamati "istinto".

Un incidente occorso a Craig infortunatosi mentre impegnato a cercare di aggiustare il tetto della loro casa, è l'occasione per introdurre il terzo personaggio, Ivo, costruttore edile di umili origini, poco istruito nel parlare ma che con la sua arguzia e le sue capacità di abile osservatore riuscirà in poco tempo a creare e a far emergere nuove dinamiche e contraddizioni.

La lettura viene interrotta da De Carlo proprio nel "clou" per non svelare troppi particolari e perché, per usare le sue parole: «i romanzi non andrebbero mai spiegati, non vi è niente di più bello che lasciare ad ognuno la propria libera interpretazione»!

Andrea De Carlo, con questo incontro, è riuscito a creare un approccio nuovo con gli spettatori fatto non solo di parole ma anche di note uscite dal mandolino da lui suonato con appassionato virtuosismo, pause di "ristoro" in un percorso che ha catturato l'attenzione di tutti creando un'atmosfera magica e rarefatta!

Pubblicato: giovedì 9 ottobre 2014

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