Simone Santi

Simone Santi –oggi giovane imprenditore affermato con un ruolo istituzionale in Confindustria- si laurea in economia, dei paesi in via di sviluppo, a Roma nel 1995, e decide di accettare una “folle” offerta di lavoro in Mozambico per una compagnia di costruzioni. In quegli anni, le statistiche ufficiali del reddito pro-capite dicono che il Mozambico è il secondo paese più povero al mondo dopo il Burkina Faso ed è appena reduce da una guerra. Simone lo scoprirà, insieme ai paesi vicini dell’Africa subsahariana, con un piccolo aereo cecoslovacco, in parte usato come “cargo”. Dopo due anni Simone torna in Italia: l’esperienza africana gli ha maturato una profonda conoscenza del terzo mondo, ma soprattutto la voglia di vivere in un ambiente più internazionale e più dinamico in cui si possano realizzare progetti di valore.

Da questo impulso nel 2001 nasce la Leonardo Business Consulting, società di servizi che aiuta le imprese italiane a fare business all’estero (soprattutto in Africa) e le imprese straniere a venire in Italia. Il lavoro lo porta a scoprire la Cina, la Russia, il Brasile, viaggia per circa 80 paesi instaurando legami di lavoro, legami “veri”.

Curioso, amante della fotografia e del cinema, fonda una società di produzione che, insieme ad altre idee e imprese, confluirà in un gruppo di imprese sempre con il nome Leonardo.

Con l’Africa Simone non ha più reciso il cordone di un legame viscerale che è sì professionale, ma soprattutto culturale e umano. A partire da uno zio martire in Uganda -che considera il suo “angelo custode”- sviluppa una famiglia di amici e fratelli nel continente nero, fino ad arrivare a meritarsi – trentacinquenne, e grazie all’appassionato impegno economico nel Paese- il titolo di Console onorario del Mozambico a Milano. 

Ma, soprattutto, oggi riesce ad utilizzare parte del fatturato dell’azienda per una serie di iniziative di solidarietà sociale, che coinvolgono l’altra sua grande passione: il basket. Dal 2007 ha ideato e finanzia il progetto “Colors: l’integrazione fa canestro” con il quale vengono aperti dodici centri di avviamento gratuito alla pallacanestro nelle periferie più disagiate in Italia ed anche in Mozambico: il progetto vede coinvolti centinaia di bambini in Italia, dagli 8 ai 13 anni, di ben 27 nazionalità diverse, e circa 100 bimbe e bimbi dell’orfanotrofio di Zimpeto (alla periferia di Maputo). Il progetto Colors ha visto anche la rinascita dell’ex stella NBA ed ex giocatore della Lazio Basket Abdul Jeelani, che –dopo essere divenuto senzatetto negli USA a causa di una serie di eventi sfortunati- è potuto ritornare al “suo” mondo della pallacanestro come “testimonial” e maestro dei bimbi del Progetto.

Presidente di MAME Foundation, un’associazione a favore di studenti provenienti dai Paesi in via di sviluppo (dedicata al suo ex Professore Mellano), Simone Santi è anche fondatore  e coordinatore di una  rete di giovani imprenditori di Africa, Mediterraneo e Medio Oriente (MAME YE Network), attraverso cui prosegue l’impegno per un Paese più aperto a culture, valori e colori.

Per maggiori informazioni: www.santisimone.blogspot.com

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