Grazia Raimondo

Grazia Raimondo nasce in una raggiante Catania alla fine degli anni Ottanta e prima che siano finiti si ritrova a crescere nel profondo Norditalia, in un verde paesino di montagna dove trascorre tutti i suoi anni Novanta, tra il giardino di casa e l'Osteria Vittoria.
Sopravvive al millenium bug non senza conseguenze e dagli anni Zero in poi vive da apolide spostandosi tra Vigolo Vattaro, Padova, Reykjavìk, Venezia, Parma e Sathankulam, con frequenti capatine a Quelpaese.
Ama in modo insano la gente, il teatro, il giardinaggio, la radio, il sound e l'interior design, la cucina creativa e la limonata; ma anche la musica, i libri, e il cinema, un po' perché è vero, un po' perché si dice sempre.
Ha in mente cose grandiose ma non ne fa parola con nessuno, mentre perfeziona il suo personaggio conosciuto ai più come "la ragazza che boh".
Nell'ultimo anno è stata a Roma, Parigi e in India, e si sente perciò in diritto di essere Julia Roberts.
Ha un rapporto conflittuale con le parole: riesce infatti a parlare solo per metafore e da tutta una vita si sente come un'uvetta dentro un pandoro.

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