Antonio Padellaro

Diventa giornalista professionista nel 1968, lavorando per l'ANSA. Nel 1971 si trasferisce al Corriere della Sera, di cui è redattore e responsabile della redazione romana. Nel 1990 lascia il quotidiano sentendosi poco gradito all'allora dirigenza del partito socialista. Nel frattempo consegue la laurea in giurisprudenza. Nello stesso anno lo assume L'Espresso, dove ricopre il ruolo di vice-direttore. Durante questo periodo scrive diversi libri: Non aprite agli assassini (1995), Senza cuore (2000) ed altri dedicati alle vicende politiche dei più importanti personaggi politici della prima Repubblica quali Bettino Craxi, Aldo Moro e Francesco Cossiga. Nel 2001 passa a L'Unità, che riprende le pubblicazioni sotto la direzione di Furio Colombo. Nel 2002, insieme a Colombo, dà alle stampe Il libro nero della democrazia, fortemente critico nei confronti di Silvio Berlusconi. Nel marzo del 2005 viene nominato direttore de L'Unità, su indicazione di Furio Colombo stesso, succedendogli. Il 20 maggio 2008 la società editrice de L'Unità viene acquistata da Renato Soru. Pochi giorni dopo, l'allora segretario del Partito Democratico Walter Veltroni, in un'intervista al Corriere della Sera, dichiara che gli farebbe piacere vedere il quotidiano diretto da una donna. Il 22 agosto 2008 Antonio Padellaro è sostituito alla direzione de L'Unità da Concita De Gregorio. Il 1º aprile 2009 nasce il blog Io gioco pulito annunciando anche l'uscita del libro omonimo, «un libro corale che è in qualche modo la continuazione di quel giornale animato dalla passione e dall'impegno civile di Furio Colombo e Marco Travaglio, di Antonio Tabucchi e Corrado Stajano, di Nando Dalla Chiesa e Oliviero Beha, di Maurizio Chierici e Sandra Amurri». Nello stesso periodo partecipa alla fondazione di un nuovo quotidiano, Il Fatto Quotidiano, che inizia le pubblicazioni il 23 settembre 2009 e di cui è il direttore fino al 5 febbraio 2015 quando lascia il posto al suo vice Marco Travaglio; Padellaro rimane come editorialista e il CdA del Fatto lo nomina Presidente della Società Editoriale il Fatto. Il 5 maggio 2010, assieme a Marco Travaglio, viene invitato ad una riunione di studenti della London School of Economics and Political Science, per una conferenza dal titolo The Status of Freedom of Information in Italy ("Lo stato della libertà di informazione in Italia"), nella quale il tema centrale è stato, per l'appunto, la libertà di stampa in Italia. Il 4 febbraio 2015, a cinque anni dalla sua fondazione, lascia la direzione del Fatto Quotidiano a Marco Travaglio, già condirettore; assume la carica di Presidente della Società Editoriale, pur continuando a rimanere editorialista del quotidiano.

Condividi con i tuoi amici su: