Candido Cannavò

Sotto la sua direzione la Gazzetta dello Sport è diventato il quotidiano sportivo più diffuso d’Europa, arricchendosi del settimanale Sportweek e raggiungendo l’etere con il proprio sito web. Anche dopo aver lasciato la direzione, continua a collaborare con le sue rubriche Candidamente e Fatemi capire. Nel 2004 scrive Una vita in rosa (Rizzoli, 2004) un ritratto di mezzo secolo di Italia attraverso le storie di personaggi, avvenimenti, imprese sportive raccolte nel racconto in prima persona di un giornalista. Tra gli altri titoli Libertà dietro le sbarre (Rizzoli, 2004) sulla condizione dei detenuti e delle detenute del carcere di San Vittore, E li chiamano disabili (Rizzoli, 2005) sedici storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio della non-rassegnazione e il più recente Pretacci. Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede, (Rizzoli, 2008) in cui dipinge la realtà di quegli uomini coraggiosi che hanno scelto di compiere la loro missione sulla strada, tra prostitute, immigrati, tossicodipendenti, dal milanese don Rigoldi al genovese don Gallo, sedici ritratti indimenticabili.
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