Enrica Bonaccorti

E’ fra i ‘5062 italiani notevoli’ del ‘Catalogo dei viventi’ stilato e dato alle stampe da Giorgio dell’Arti. Dopo il suo nome si legge: “attrice e conduttrice - una bellissima ragazza diventata adulta, ma entusiasta come una bambina”. Ma, a parte l’affettuosa descrizione, per Enrica Bonaccorti due definizioni sono poche, perché a leggere il suo curriculum ci si perde: sembra un romanzo con tutti i personaggi che hanno lo stesso nome, come Aureliano Buendìa in ‘Cent’anni di solitudine’… Da attrice di teatro a conduttrice radiofonica, dagli sceneggiati televisivi  alla conduzione in televisione di programmi di ogni genere – talk-show, varietà, quiz, inchieste, festival e giornalismo – per non parlare delle canzoni che ha scritto, fra tutte quelle per Modugno: ‘La lontananza’ tradotta anche in Cina, e ‘Amara terra mia’, ora cantata persino in arabo per un video di Battiato.

Se c’è una cosa che non ha mai smesso di fare da quando ha imparato, è proprio scrivere, e non solo parole da cantare. E’ firmata da lei anche la sceneggiatura di ‘Cagliostro’, un film con Bekim Fehmiu, Massimo Girotti, Curd Jurgens e Rosanna Schiaffino, e ha collaborato con varie testate come giornalista Sull’inserto del Corriere della Sera per due anni tiene una rubrica d’opinione, ‘Francobollo’. E la scrittura si è allungata fino al suo primo romanzo, edito nella sezione narrativa dalla Marsilio: “La pecora rossa”.

La sua immagine più nota è comunque legata alla televisione, prima come attrice in tante commedie e sceneggiati degli anni ’70 (‘La baronessa di Carini’ con Adolfo Celi - ‘Eleonora’ con Giulietta Masina) poi dagli anni ’80 come conduttrice:  ‘Italia sera’, di cui ideò il titolo, la prima trasmissione quotidiana fra informazione e intrattenimento, che la fece conoscere da tutti e che le diede il primo Telegatto, poi il grande successo come padrona di casa di ‘Pronto chi gioca’, regina laica del mezzogiorno di Rai Uno dopo la madonna Carrà di ‘Pronto Raffaella’. Per dieci stagioni consecutive, fino al mitico ‘Non è la Rai’, Enrica è in televisione dal lunedì al venerdì, da settembre a giugno.

Ma a condurre Enrica aveva imparato alla radio, e subito con grandi soddisfazioni: aveva 26 anni quando le fu assegnata la ‘Maschera d’argento’ come autrice e conduttrice radiofonica, e sono fioccati premi e riconoscimenti giornalistici come il ‘Flaiano’ il Penne pulite’ e il ‘Guidarello d’oro’ quando è stata alla guida dello storico programma ‘Chiamate Roma 3131’ qualche anno fa. Forse è per questo che una volta le hanno chiesto: “Scusi, ma lei è la figlia di quella Bonaccorti che faceva la radio?”

Qual è il filo conduttore di una carriera che ha attraversato territori così diversi? “Non so perché mi succede di fare tante cose diverse – risponde lei - ma è così dall’inizio, un po’ attrice, un po’ giornalista, un po’ conduttrice… poi, la vita sceglie per te.”

Ma perché così frastagliata? “Forse il caso, o la necessità.. Potrei rispondere con molti discorsi, pieni di nomi e di fatti, ma la verità è, come ha detto qualcuno, che il nostro destino è il nostro carattere...” Una frase per definirti? “Una  socievole  eremita, un’introversa logorroica, una pigra stakanovista, una timida  sfacciata…”

 

Dal 2006 Enrica è di nuovo in radio, prima conduttrice di un suo programma dal titolo curioso e intrigante: ‘Ipocrity Correct’… ogni domenica alle 13 e 30 su Radio Uno Rai fino a giugno 2007. Poi tutti i sabato dell’estate 2007, è in onda con Punto Sette, che prepara e conduce in diretta per cinque ore (14 -19).

Da settembre 2007 è autrice e conduttrice di “Tornando a casa”, programma leader per ascolti sempre su radio Uno rai, il canale radiofonico più ascoltato d’Italia. Per il terzo anno intrattiene gli ascoltatori attraversando tutti gli argomenti e intervistando i più importanti ospiti di riferimento. Fino ad oggi, sono stati affrontati e approfonditi oltre 600 temi con oltre 1.000 ospiti. Felicissima di aver ripreso questa intensa attività radiofonica perché, come ama ripetere: “Chi fa la radio, e chi ascolta la radio… è meglio!”

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